Pensierini

Brevi appunti di un non economista sulla crisi - 9/06/09

General — Inviato da Paolo @ 18:35

Spettacolare pezzo, di Giulietto Chiesa, che ho preso da  Megachip.info (il pezzo è dichiarato Copyleft, e pertanto liberamente ripubblicabile). Un appunto, solo un appunto "a futura memoria".


di Giulietto Chiesa – da «Galatea European Magazine»

Primo appunto. Andiamoci piano con i paralleli storici. È diventato di moda confrontare la presente crisi finanziaria mondiale con quella della fine degli anni '20 negli Stati Uniti.
In altri termini: i mal di testa di Barak Hussein Obama e di Franklin Delano Roosevelt hanno qualcosa in comune? Cioè la Grande Crisi del 1929 ha qualcosa a che fare con la Gigantesca Crisi degli anni 2007-2009 (e, molto probabilmente, successivi)?


Vedo astronomiche differenze. La più evidente delle quali è che Roosevelt inaugurò di fatto l'Impero Americano sul mondo intero, mentre Obama ne sta registrando la fine. Grande presidente il primo, probabilmente grande presidente anche quest'ultimo. Ma le differenze sono enormi. FDR prese in mano le redini di un paese che era creditore complessivo verso il resto del mondo. Non c'era, in giro per il pianeta, qualcuno che non gli fosse debitore. Obama ha ereditato il comando del paese più indebitato del pianeta; un paese che non solo ha debiti da tutte le parti, ma che non è più in grado di pagarli.

crash_deesSecondo appunto. Confrontiamo le classifiche dei primi venti giganti mondiali per capitalizzazione di mercato: quella del 1999 e quella del 2009. Queste cifre ci aiuteranno a capire meglio cosa significa quando un impero finisce, come lo si può addirittura quantificare.  Nel 1999 l'elenco era capeggiato da Citigroup (151 mlrd $) e includeva ben 11 protagonisti del mercato finanziario anglosassone: americani (sette) e britannici (quattro). Era il quadro rappresentante plasticamente il trionfo della deregulation reagano-thatcheriana, del neoliberismo senza confini e senza alternative. Per trovare un ciclope europeo (non britannico) bisognava arrivare all'ottava posizione, dove si trovava l'UBS, la mitica Svizzera bancaria. Il primo giapponese si trova al nono posto (Bank of Tokyo-Mitsubishi). La lanterna di Diogene riusciva a trovare un altro ciclope europeo (oltre ai britannici HSBC, Lloyds TSB, Barklays, National Westminster Bank) solo all'altezza del 18-esimo posto, con lo spagnolo Banco di Santander. In sintesi America più Europa, e poco di più. Il resto del mondo contava poco o niente.
Prendiamo adesso l'elenco del 2009. Tutto è cambiato. Ai primi tre posti di quella stessa classifica ci sono oggi tre banche cinesi (Industrial & Commercial Bank of China; China Construction Bank; Bank of China). La prima banca USA è soltanto al quinto posto (JP Morgan Chase) e solo altre due navigano all'8-vo e 9-no posto (Goldman Sachs e Wells Fargo). Il magro elenco americano termina qui. La Gran Bretagna fa peggio, conservando  solo un posto, il quinto, con HSBC. Nel mondo anglosassone chi fa meglio sono, non a caso, due banche canadesi. Il Canada, infatti, assai meno della Gran Bretagna di Tony Blair e di Gordon Brown, si è fatto trascinare dall'euforia borsistica di Wall Street. E per questa ragione ha resistito. Ma ecco apparire in graduatoria ben due banche brasiliane, mentre l'Europa meridionale si prende la sua rivincita, conservando il posto del Santander e consegnando il 19-esimo posto della graduatoria, per la prima volta, a una banca italiana, l'Intesa San Paolo. La Svizzera si accontenta della maglia nera con il Credit Suisse. UBS è sparita dal novero dei grandissimi.
Ma questa classifica ci fornisce molta più informazione di quella contenuta in queste cifre, che già mostrano un impressionante spostamento del baricentro finanziario mondiale verso l'Asia e aree del pianeta che solo dieci anni fa erano considerate (ed erano) marginali.
Per esempio, se facciamo la somma delle capitalizzazioni di mercato complessive delle quattro banche cinesi, si vede immediatamente che essa è largamente maggiore di quella di tutte le altre 16. Se non si può ancora dire che la Cina e il suo mercato sono diventati dominanti, su scala mondiale, possiamo già però dire che senza di loro non si può più decidere niente.
Se guardiamo ancora meglio vediamo che la capitalizzazione di mercato delle tre banche USA (alle due già menzionate si aggiunge la JP Morgan Chase), con i suoi circa 130 miliardi $, è surclassata dalla banca cinese prima in classifica (145 miliardi $). Il centro della finanza mondiale è ormai in Asia. Più precisamente, appunto, in Cina. Gli USA non hanno più il monopolio decisionale. Il consenso futuro, se ce ne sarà uno, com'è da augurarsi, non sarà più washingtoniano. Il Fondo Monetario Internazionale è ormai un'anticaglia. La sola Industrial & Commercial Bank of China, di cui, appena dieci anni fa, nessuno conosceva l'esistenza , dispone di un portafoglio superiore a quello del FMI.

Terzo appunto, molto breve. Può, in queste condizioni, il dollaro essere ancora la moneta mondiale di riferimento, da solo? Ovviamente no. Wen Jabao lo ha detto pubblicamente a più riprese. In termini diplomatici, ma non avrebbe potuto fare diversamente, si è chiesto se gli Stati Uniti siano ancora in grado di onorare i loro impegni con un dollaro in queste condizioni. A livello dei vertici mondiali si sta facendo un grande sforzo per evitare che il panico dilaghi. Ma la questione è sul tappeto, anche perché gli Stati Uniti hanno una sola opzione immediata da sfruttare (la stessa che Gordon Brown ha già usato svalutando la sterlina): far scendere il dollaro. Ottenendo così un rilancio delle loro esportazioni e una consistente riduzione del loro debito estero. Questo lo potranno fare, nei prossimi mesi, fino a che Pechino sopporterà di vedersi asciugare il gigantesco malloppo del debito americano che ha comprato in questi anni per garantirsi le esportazioni negli Stati Uniti.  
chiesa-giuliettoMa Washington sa che c'è un limite, oltre il quale la Cina non può andare. Superato quel limite i dirigenti cinesi possono decidere di abbandonare il dollaro al suo destino. Lo stanno già facendo, comprando in dollari tutti gli asset che incontrano sul loro cammino: un modo come un altro per liberarsi di una moneta che non sarà più comunque l'unica di riferimento mondiale.

Quarto appunto. Fino ad ora ciò che i vertici del potere mondiale hanno saputo o potuto fare è stato di immettere altra liquidità, a dosi massicce, nel sistema finanziario paralizzato dalla insolvenza. L'hanno fatto perché non avevano ricette alternative e temevano una prolungata depressione, accompagnata da  decine di milioni di posti di lavoro perduti. Cosa che sta avvenendo comunque, sebbene in termini frenati.   
Così facendo i sono comportati come pompieri che gettano benzina sul fuoco. La vampata arriverà con qualche ritardo, ma arriverà comunque.  Il problema però è un altro: l'ordine di grandezza degl'interventi delle banche centrali (USA, Cina, Europa, Giappone) a sostegno del sistema bancario internazionale è, buon peso, di una ventina di trilioni di dollari (ventimila miliardi). Sebbene si sia trattato di una serie di decisioni senza precedenti, per dimensioni e significato, il fatto è che la quantità di derivati immessi nel mercato finanziario mondiale negli ultimi vent'anni (equivalente a una dilatazione abnorme e mostruosa della massa monetaria) è di un ordine di grandezza superiore. Quanto sia esattamente questa massa di denaro, creata privatamente dai ciclopi impazziti della finanza mondiale (quelli dell'elenco di cui sopra e molti altri) non lo sa invero nessuno, ma le valutazioni più realistiche (quelle di coloro che non hanno creduto alle fandonie che venivano loro raccontate dalle centrali produttrici del disastro) dicono che si aggira attorno ai 700 trilioni (settecentomila miliardi di $). Probabilmente è molto di più. Significa che masse enormi di denaro, equivalenti a dieci, quindi volte il Prodotto Interno Lordo Mondiale (il PIL mondiale è all'incirca 55 trilioni di dollari) sono gestite da enti, gruppi di individui, che non solo sono totalmente fuori controllo da parte di chicchessia, ma che sono anche totalmente irresponsabili, come la stessa esplosione della crisi ha dimostrato ampiamente.

Dovrebbe essere ovvio (ma non lo è, visto i comportamenti attuali della politica mondiale) che il primo passo da fare sarebbe quello di istituire forme di controllo. Invece si sta facendo una cosa senza senso e senza futuro: si tenta di risanare la situazione con altra liquidità, cioè salvando i protagonisti del disastro e ponendo le basi per una drammatica pressione sulla gente in termini di aumento del carico fiscale e di riduzione dei sistemi di difesa sociale, ovunque essi esistono.
Operazione che non può avvenire in forme indolori e che è comunque una goccia nel mare. Senza decidere cosa fare di questo smisurato e selvaggio Gulliver di “bite” finanziari alla ricerca del massimo profitto immediato, che continua a muoversi attraverso tutti i mercati, non si vede come impedire un tracollo di gran lunga peggiore.

Quinto appunto, e ultimo. Si legge da ogni parte che la crisi sta per finire. Ancora pochi mesi e poi si ricomincia daccapo. Due stupidaggini sesquipedali.
La prima è che la probabilità che questa crisi si risolva in pochi mesi, massimo uno o due anni, è uguale a zero. E, del resto, chi la formula sono gli stessi che hanno creato la crisi. E dunque di loro non c'è da fidarsi.
La seconda è che ricominciare daccapo, come prima, sarà comunque impossibile. Perché sono apparsi i limiti allo sviluppo (energetico, ambientale, dell'acqua, del clima,etc). È l'avverarsi delle previsioni del Club di Roma, che furono irrise spietatamente da coloro che adesso non sanno cosa fare. Non era mai accaduto prima. Adesso è chiaro - o dovrebbe esserlo - che uno sviluppo indefinito in un sistema finito di risorse è una contraddizione in termini.

  

Casini, sui magistrati.

General — Inviato da Paolo @ 13:18
"Le liste non le fanno i Pubblici Ministeri": così dice Casini cercando di difendere Cuffaro.
Io obietterei: "Non sono i condannati che fanno le leggi". E con questo il cerchio direi che si chiude perfettamente.
Se è vera la prima tesi è anche piu' vera la seconda, per cui i partiti NON DEVONO presentare condannati nelle loro liste.
Con tutta la gente onesta che esiste in Italia, rinunciare a qualche persona dubbia è piu' che un dovere per i partiti, specie per quelli che si proclamano "difensori dei principi e della moralità cristiana".
Cheppoi, a ben vedere, un candidato premier che sposa la teoria della "magistratura deviata" non riconoscendo piu' nelle sue sentenze l'imparzialità e l'obiettività che le sono costituzionalmente riconosciute, non fa' altro che demolire l'intero impianto democratico dello stato, configurandosi il reato di  "attentato alla Costituzione e all'ordinamento dello Stato".
Ma tant'è, l'idea di una Magistratura colorata (rossa o nera a seconda delle convenienze) è un'idea, una tesi, che Casini ha imparato a memoria e ben digerito durante le sue lunghe frequentazioni con il Berlusconi.
Se invece analizziamo la storia degli ultim quindici venti anni, vediamo che la magistratura si è mossa contro persone dei piu' svariati orientamenti politici.
Abbiamo avuto infatti personaggi illustri indagati sia a destra che a sinistra.
La conclusione è semplicissima: non sono le toghe "colorate" quanto i partiti politici che annoverano tra le loro fila un'infinità di opportunisti, aprofittatori, furbetti del quartiere, criminali: oggi i partiti sono una "zozzeria" vomitevole.
Quindi, caro Casini, usciamo da queste logiche "torbide" da dittatura sudamericana: gli indagati, i processati, i condannati DEVONO STARE FUORI DAL PARLAMENTO SEMPRE E COMUNQUE.
Poi, dopo, parliamo di "valori cristiani", di "rispetto delle regole"... e di tante altre cose. Ma solo dopo.
Vergogna.

Del Marketing Elettorale

General — Inviato da Paolo @ 11:59

Premetto subito che non sono mai stato un "uomo di sinistra". Per cultura, vocazione e idee semmai mi ritengo piu' persona "schierata a destra".
Mi spiego: ho sempre odiato l'idea della "massificazione" dell'umanità, e ritengo invece un valore l'unicità di ogni essere umano.
Ritengo ad esempio che la competizione delle idee e il raggiungimento di un successo personale siano la chiave "naturale" per interpretare l'uomo e quindi la società.
Del resto il fallimento del comunismo a mio avviso nasce proprio dalla mancanza del riconoscimento del valore dell'individuo e della pretesa di interpretare l'uomo come "macchina" o "numero", insensibile agli stimoli della vita e del benessere e che quindi si sacrifica per il bene del suo prossimo, non volontariamente (come nel cristianesimo) ma piuttosto per imposizione dello stato.
Quando ci si ritrova in un mondo "premiante" (libero e capitalista come è ormai l'intero globo) è un'idea perversa e ottusa quella di voler vedere il "proletariato" come unica classe sociale degna di una difesa.
Perchè? perchè si genera solo squilibrio. Perchè in un mercato "libero", dove è il privato e il mercato a generare "lavoro", ogni imposizione e limite a difesa dei lavoratori dipendenti porta come diretta conseguenza la contrazione e l'affossarsi dell'iniziativa privata che è all'origine del mercato del lavoro stesso.
La fine (che vediamo benissimo in Italia) è che i lavoratori dipendenti si trovano spaccati in due categorie: i "garantiti" e i "precari". E i precari sono sempre di piu', purtroppo.
Occorrerebbe invece una maggiore moderazione e modulazione, una maggiore ripartizione dell'"impresa" (successi e rischi) su tutti i soggetti coinvolti, compresi i lavoratori dipendenti.
Detto tutto questo però, mi voglio focalizzare su qualcosa che specie negli ultimi dibattiti politici mi lascia particolarmente perplesso: le tecniche di marketing applicate alla politica.
Negli ultimi giorni ho assistito ad alcuni dibattiti elettorali con partecipazioni che, almeno sulla carta, avrebbero potuto essere "interessanti" e "curiose".
Invece sono rimasto allibito: Brambilla, Formigoni, Prestigiacomo (tanto per fare qualche nome) che hanno in ogni occasione e sotto ogni domanda sistematicamente evitato di "accedendere" anche un solo neurone del loro cervellino, limitandosi a sproloquiare le frasi ad effetto, gli spot pubblicitari, che evidentemente il loro insegnante di marketing alla scuola del Biscione gli hanno inculcato nella testa.
Uno spettacolo veramente osceno.
Vedere gente che non riesce a fare la sintesi di un pensiero proprio ma ripete a mo' di registratore le "frasi utili" del "capo", è piu' che penoso e sconfortante: è deprimente.
Non che mi aspettassi molto altro, ma del resto mi fa' sempre un certo effetto vedere qualcuno che rinuncia alla propria intelligenza per motivi di convenienza in modo così eclatante.
Gli spot elettorali: del resto sono profondamente nauseato da due anni di tortura subita dai vari Schifani, Cicchitto, Bondi che almeno tre volte al giorno nei telegiornali hanno solo ripetuto "il governo è al capolinea", "il governo è alla frutta", "il governo non c'è piu'".
Facendo un rapido conto, e considerato che di telegiornali ne vedo uno al giorno... per due anni, fa' circa 730 volte.
Semplicemente nauseante, vomitevole.
Cheppoi, ragionando, dovessi dire invece quali controproposte essi propugnino per risolvere i problemi italiani... beh, anche sforzandomi, non ne ho la piu' pallida idea.
No, non li ho mai sentiti proporre assolutamente niente: cio' che loro farebbero, è uno dei misteri piu' ben custoditi (fatto salvo il solito annuncio "meno tasse piu' lavoro!" ma che equivale al "bianco che piu' bianco non si può!": entrambe non hanno nessun senso, nessun valore pratico).
Si può concludere che l'unico obiettivo è il potere. E questo è ovvio.
E non credo che qualcuno, onestamente, abbia dei dubbi su questo.
Marketing estremo. A furia di ripetere le stesse frasi gli italiani si schierano col Berlusconi? I pubblicitari convinti diranno di sì. Io dico di no. Perchè portato a questi estremi il metodo a mio avviso fallisce, rischia di scatenare reazioni esattamente opposte (uguali e contrarie).
La menzogna è sibillina, spesso finisce per ritorcersi contro chi la pronuncia: e quando il "prodotto sponsorizzato" cade in disgrazia per un qualunque motivo, gli stessi spot si trasformano in un boomerang d'immagine enorme. Strano che non lo sappiano a Mediaset, "qui gatta ci cova", chissà cosa c'è sotto.
Ma ricollegandomi al mio pensiero iniziale sulla sinistra... tutto questo è un "revival" delle dittature comuniste! del metodo cinese! Altro che Popolo delle Libertà! Sono loro il "popolo dei comunisti di fatto" nell'accezione della parola "comunista" di Berlusconi: imbonitori prezzolati di masse.
Ma in realtà (e purtroppo) tutto questo non ha niente a che vedere con gli ideali, niente a che vedere con il Socialismo e il Comunismo: è piuttosto l'espressione del nefasto concetto di dittatura: questo sì è il senso (e il peso) che mi sento addosso quando sento parlare gli uomini di Forza Italia.


Discutendo di programmi politici

General — Inviato da Paolo @ 22:06

Stasera, all'interno del Meetup ho scritto alcune considerazioni, in risposta ad un tale che mi indicava i suoi "dieci punti" di programma. Ormai scrivere programmi (non software, ma politici) è diventato un "grande hobby", peggio che la raccolta di Swatch nei primi anni novanta.

Ma tant'è... comunque riporto qui la mia risposta, perchè mi pare "focalizzante", rispetto alle proposte tendenzialmente "elusive" che si sentono in giro (vedi anche il post odierno di Grillo riguardo alle Veltronian-candidatures)

Ok, per avere un po' di confronto, ti dirò subito l'obiezione generale: punti troppo di dettaglio e specifici. Sarà forse una mia deformazione professione, ma con questo livello di dettaglio di punti ne avresti dovuto scrivere qualche migliaio non solo dieci.
Dove mettiamo le problematiche quali: conflitto di interessi (e non solo per il Berlusca, ovviamente), l'ecologia, l'energia? Eppure sono temi altrettanto importanti, a mio avviso.
Anzi, a ben vedere, i punti cardinali (e prioritari al momento attuale in Italia) sono ben (e solo) tre:

1) Rispetto della Legalità
2) Energia & Ecologia (che vanno molto strettamente a braccetto)
3) Conflitti di interesse

E per dettagliare meglio, diciamo:
1) La legalità significa che le leggi devono essere poche, chiare e rispettate da TUTTI. E quando si dice tutti, s'intende proprio tutti, anche il papa, se fosse cittadino italiano. E quando si dice Legalità, significa una giustizia (civile e non solo penale) che funzioni celermente e fuori dai "giochi di palazzo e di potere". In questo punto si condensa praticamente tutto il "marcio" del sistema italia: ognuno fa' (in base a furbizia e ricchezza) quel che gli pare e piace. Da qualche parte in giro per il mondo, la statua della giustizia è bendata (cieca), mi piace pensare sia proprio per esprimere il concetto che la giustizia non guarda in faccia nessuno (e in Italia invece ci vede B.E.N.I.S.S.I.M.O. a quanto pare).
Evasione fiscale, elusione, favoritismi, vassallaggi e raccomandazioni sono tutte testimonianze della mancanza di legalità.

2) L'energia e l'ecologia sono i temi su cui tutte le società del primo, secondo e terzo mondo si stanno "agitando": perchè sono problemi "veri" e "concreti". Servono scelte ora, subito; serve ricerca, serve innovazione vera, serve "investire sul futuro" perchè il mondo che ci aspetta domani è un problema, non quello di ieri. Perchè su energia e futuro si giocano gli equilibri internazionali e sugli stessi temi si gioca la stessa esistenza di stati quali l'Italia notoriamente "poveri" di risorse "convenzionali" quali petrolio, carbone: siamo nelle mani "degli altri", destinati alla povertà vera se non ci muoviamo e innoviamo ORA e SUBITO. Non sarà la Firenze del Rinascimento o la Roma Imperiale a darci da mangiare (ne' un programma elettorale scritto in fretta e furia pur di chiappar voti a destra e a manca).

3) Conflitti d'interesse che esistono in ogni campo, e non solo sulle televisioni. Berlusconi è il caso piu' eclatante, ma quanti ne esistono? infiniti. Controllori di se' stessi ce ne sono un'infinità. Le banche per prime, l'informazione per seconda, e poi costruttori, imprenditori, fino a sindacati che sono legati a doppio filo coi partiti politici. Come può un sindacato fare gli interessi dei lavoratori se deve prima di tutto rispondere ai suoi "protettori" politici? E infatti come può essere che i sindacalisti finiscano mediamente tutti in politica? La funzione del sindacalista è ben altra cosa. Il sindacato deve innanzitutto rappresentare i lavoratori e NON i partiti, non le maggioranze, non le opposizioni.
Non ci fossero i conflitti d'interesse che abbiamo, forse non avremmo neanche la maggioranza dei problemi, che nascono quasi esclusivamente a difesa di qualche "orticello privato", di qualche interesse particolare.

Come fare tutto questo? beh non semplice, considerato che si dovrebbe studiare qualcosa come 350.000 leggi (in dettaglio a quanto pare) e iniziare, con cognizione di causa, a cancellarne in parte o in tutto, almeno 250.000.
Ma lasciami dire, i DICO, i PACS, l'IRPEF, l'ICI, l'Eutanasia, sono solo specchietti per le allodole: argomenti giusto buoni per fare campagna elettorale ai... caproni (me compreso ovviamente). Non dico che non possano avere una loro valenza, ma hanno certamente un'importanza assolutamente secondaria rispetto al resto. Lo scopo politico è chiaro: dividere gli elettori sul colore degli occhi e dei capelli, per evitare di trovarseli uniti sulle questioni fondamentali.

Concludo dicendo che mi piace molto (nel senso che mi fa' un po' ridere) l'idea dell'ultimo punto "cambiamo la Costituzione" biggrin. L'importanza della frase "L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro" è incommensurabile: certamente agli occhi dei Padri Costituenti che avevano l'esperienza e la visione di un'Italia veramente distrutta, a pezzi, lacerata, bombardata e impoverita all'inverosimile appariva chiara la necessità del contributo "unitario" e "concorde" e "fattivo" di tutti gli italiani per ricostruire tutto cio' che il fascismo e la guerra avevano "materialmente" distrutto. E per "fare" veramente, non servono velleità, distinguo, filosofie, discorsi: serve unità, serve pratica, serve azione, serve LAVORO. Lavoro duro, che serviva ieri come serve oggi: magari con un PC e un telefonino, ma sempre di lavoro si tratta. Facciamo troppi discorsi inconcludenti. Questa è una sacrosanta verità.
Cosa vuol dire, o meglio come si pratica il concetto di "facciamo tutti felici?" Come si fa' a pianificare e legiferare la "felicità"? si può forse imporla per legge?


Prossime elezioni politiche - un'idea

General — Inviato da Paolo @ 11:05

Molti in questi giorni scrivono messaggi dal sapore, passatemi il termine, "disfattista": votare schede nulle o non andare a votare affatto.

Come diceva Balasso "Quel che l'Auditel NON ci dice è che ci sono 30 milioni di italiani che NON guardano la TV!".
E 30 milioni su 54 sono PIU' del 50 %. Parecchio di piu'.
"La trasmissione ha avuto uno share del 60 per cento!" e tutti a credere che il 60% per cento degli italiani abbiano guardato quel canale.
Falso, ovviamente.
Se Berlusconi votasse da solo alla fine, avrebbe il 100% dell'elettorato dalla sua parte. Matematicamente ovvio.

Scrivere cose tipo "mi fate schifo" sulla scheda elettorale ha tante speranze di essere letto quanto quello di scrivere la stessa frase sulla carta igienica prima di usarla.
A dire il vero, c'è una probabilità maggiore che la nostra frase venga letta se scritta sulla carta igienica, perchè le schede elettorali non vengono certo messe in bella mostra, ma conservate (se conservate) ben ben sottochiave.

L'astensionismo e l'assenteismo non sono forme di protesta, ma semmai rinuncia ai propri diritti: come dare le chiavi di casa nostra al primo che passa per strada.
E dopo andare in giro a lamentarsi perchè i ladri ci hanno rubato tutto.
Che senso ha dire "non voglio criminali in parlamento" e poi lasciarli fare bellamente i loro porci comodi... "perchè tanto non c'è nulla da fare, perchè fanno schifo".
Certo che fanno schifo, ma l'assenza dal voto o l'annullamento di tutti i possibili voti "contrari", è proprio il loro obiettivo.
Non gli potremmo fare regalo migliore per continuare ad imperare... lo sapevano già i Romani del resto.

Bisogna essere capaci di "tirar fuori le palle", di non arrendersi mai, di essere piu' testardi di un mulo. Come, ne sono certo, saremmo se ci toccassero le cose
piu' care che abbiamo, a cominciare dai figli.
Grillo dice delle cose, parla di "Democrazia dal basso", parla di "Liste civiche", invita a farsi parte attiva e farsi sentire. Tutte cose che richiedono una grandissima forza di volontà,  una grandissima cocciutaggine, il non arrendersi mai.
Difficilmente arriveranno risultati immediati, facili, a costo zero.
Come dice Grillo, occorre partire dal basso, dalle realtà locali, dai comuni, occorre risanare un po' tutto, anche il nostro modo comune di pensare in fondo.

Perchè se ci troviamo dove ci troviamo non è solo colpa dei "furbi" che stanno al potere, ma anche e soprattutto nostra che per troppo tempo abbiamo tenuto il cervello "opportunamente spento", rifiutando di vedere la realtà dei fatti,
facendosi plagiare pur di non discutere e di non porsi in gioco.

Perchè è vero che noi italiani abbiamo pochissimo senso civico, e pochissima responsabilità civile, in confronto al resto del mondo civile.

Del resto, per iniziare a mettere in saccoccia qualche frutto, guardando al panorama politico odierno, qualche minuscola opportunità esiste sempre.
Ne elenco alcune, per chiarezza di pensiero.

Credete che sia prioritario levare i Condannati dal Parlamento? Di Pietro c'è. Non farà magari altro, ma questo è senz'altro un punto molto sentito da parte sua.

Credete che sia prioritario il tema dell'energia e dell'ecologia? I Verdi ci sono. Pur con i loro difetti, non sono certo "costruttori di inceneritori".

Credete che sia prioritaria la necesità di maggiore liberismo? I Radicali sono certamente un partito che, tra le altre cose, non ha mai mancato di combattere le sue battaglie. Poco seguite, ma spesso condivisibili nei contenuti.

Credete che sia prioritario il tema dell'uguaglianza sociale? Rifondazione & Co. possono senz'altro fare al caso vostro.
E via di questo passo.

Certo, sono soluzioni "parziali" e imperfette, ma sono tali proprio perchè da decenni gli italiani hanno rinuciato a "pensare" e a "decidere", lasciando che i furbetti proliferassero indisturbati.
Adesso è venuta l'ora di bloccarli, di farli ritornare nel recinto, di metterli sotto controllo, ne siamo quasi tutti coscienti. Bene.

Ma chi l'ha detto che questo è facile? E' uno sforzo che dobbiamo fare, che inzia oggi ma non si sa' "se" e "quando" finirà: I furbetti continueranno a scappare, a dimenarsi, a infilarsi in ogni posto pur di non sparire.

Posso credere che il movimento di Grillo è eccezionale, e che ha dato e darà grandi risultati, ma i miracoli sono ancora un'altra cosa, non aspettiamoceli: non ci sono scorciatoie.
I Partigiani hanno vinto alla fine il Nazi-Fascismo, oggi lo sappiamo. Ma loro invece non lo sapevano affatto! Le cose avrebbero potuto andare ben diversamente, ciononostante loro hanno messo in gioco la loro vita, combattutto la loro battaglia, con forza, con coerenza: al confronto noi dovremmo solo vergognarci.

Serve costanza, serve pazienza, serve obiettività, serve coraggio.

Allora la butto lì io un'idea (minuscola).

Se ci sentiamo traditi da chi abbiamo votato e abbiamo voglia di scrivere, perchè non prendiamo invece carta e penna, e scriviamo una bella lettera di protesta "motivata" al partito votato alle ultime elezioni?
"Egregi signori, nelle elezioni del 2006 vi avevo votato perchè (......) Visto che non lo avete fatto (...) non vi rivoterò piu'. Vergognatevi per avermi preso in giro."

Ovviamente con tanto di firma e indirizzo del mittente (ed indirizzo E-mail, così magari gli si fa' anche capire che Internet devono imparare ad usarlo!).

E mandiamo delle valanghe di letterine, come con Babbo Natale, facciamogli capire che siamo veri, concreti e soprattutto profondamente incazzati.

Perchè non solo un'email?
Perchè le Email possono essere fasulle, perchè non costano neanche il francobollo, perchè spesso ci si nasconde dietro un "nick", perchè in Italia non vengono sentite "reali", perchè dobbiamo in questo modo "educarli" accompagnandoli dal supporto cartaceo della nostra lettera, alla loro risposta "informatica" via email.

E dovremmo scrivere anche tutte le volte che li sentiamo dire fregnacce in TV.
Perchè non scrivere ad esempio a Casini che "vista la sua apparizione a Ballarò dell'8 Febbraio 2008, e comprendendo che lei era già in campagna elettorale, ma perchè non evita di dire quella valanga di assurdità tecniche riguardo agli inceneritori e, piu' in generale, alle questioni relative ai rifiuti? Perchè non lascia certi argomenti a chi ne sa' qualcosa, e si limita lei a parlare di cio' che conosce veramente? Perchè si permette di prendere in giro gli italiani su temi tanto importanti quali l'ecologia e il ciclo dei rifiuti?"

Così, al di fuori dei salotti di porta a porta e di matrix, e oltre agli asettici sondaggi... avranno una controprova che "elettori in carne ed ossa", stanno modificando il loro voto per una qualche ragione seria e concreta.
Convinciamoli che le pubblicità elettorali e le frasi ad effetto dell'ultimo minuto non hanno piu' alcun effetto su di noi: non facciamoci abbindolare un'altra volta. Valutiamoli per il loro operato, non per i loro discorsi.

Pace e Bene.
Paolo


Europa: come si presentano gli altri

General — Inviato da Paolo @ 22:19

Per caso e per gioco, dopo aver visto un documentario sulle orche nei fiordi norvegesi, ho gironzolato alla ricerca dei siti governativi delle nazioni europee.
E con grande stupore (ma non piu' di tanto, purtroppo) ho scoperto che, in Europa, siamo solo noi e la Spagna le nazioni a non avere un sito istituzionale del governo... in inglese!!
Eggià, uno potrà dire "ma a che serve un sito del Governo Italiano in inglese?". E la mia risposta è: "ma se vuoi attrarre interesse e non hai molto da nascondere, perchè non fare un'azione di promozione del governo, dei suoi ministeri anche per `gli altri` europei? In fin dei conti dovremmo essere una grande famiglia."

Ma quello che mi ha depresso di piu' è trovare, sul sito italiano del governo, una bruttissima foto del serissimo Prodi... e una nota polemica tra Palazzo Chigi e "Il Giornale". Anche guardata con occhi stranieri... la "casta" non si smentisce mai.

Comunque ecco i siti. Tra l'altro interessanti perchè... parlano anche dei loro programmi - niente a che vedere con i piazzisti di farfuglie italiani degli ultimi decenni (e altro che "italia.it" da 58milioni di euro - se non erro - buttati letteralmente nel cesso per un portale web scandaloso, a partire dalla presentazione di Rutelli).

E molti inoltre parlano e presentano, con orgoglio, il loro sistema elettorale... potremmo noi essere orgogliosi della "porcellum" (incostituzionale come dice Grillo... ma tant'è è ancora lì)?? 

Escludo quelli "madre lingua" ovvero Inghilterra e Irlanda. Laughing

http://www.primeminister.gr -> Grecia  (cliccare sulla bandierina inglese)

http://www.czech.cz -> Rep. Ceca

http://www.premier-ministre.gouv.fr/en/ -> Francia

http://www.bundesregierung.de/Webs/Breg/EN/Homepage/home.html -> Germania

http://www.government.fi/etusivu/en.jsp -> Finlandia 

http://www.regjeringen.no/en.html?id=4 -> Norvegia (non fa' parte dell'EU, ma da qui sono partito. Meritano Smile)

http://www.sweden.gov.se -> Svezia

http://www.government.nl -> Olanda

http://www.belgium.be -> Belgio

http://www.governo.gov.pt -> Portogallo

http://www.poland.gov.pl -> Polonia

http://www.vlada.si/index.php?Ing=eng -> Slovenia 

http://www.austria.gv.at/site/3327/Default.aspx -> Austria 

http://www.government.gov.sk/english/ -> Rep. Slovacca

http://www.denmark.dk/en -> Danimarca 

http://www.guv.ro/engleza -> Romania

http://www.government.bg/fce/index.shtml?s=001&p=0023 -> Bulgaria 

http://www.magyarorszag.hu/english -> Ungheria 

http://www.valitsus.ee/?lang=en -> Estonia

http://www.mk.gov.lv/index.php/en -> Lettonia

http://www.lrv.lt/main_en.php -> Lituania 

Se ne ho dimenticato qualcuno... segnalatemelo

 

 

 

 

 


L'ora della politica

General — Inviato da Paolo @ 22:49

Troppe cose sono successe negli ultimi giorni, in politica. Troppi pensieri, troppe elucubrazioni chè tanto l'Italia andrà dove deve. Certo, mi sono costruito le mie convinzioni, ho le mie idee, ho abbastanza chiaro cosa faro' nel segreto del seggio. Ma , il brutto, è che non ne ho voglia di parlarne. Difficile dire qualcosa sui giornali e telegiornali, sempre piu' penosi, sempre piu' insipidi, sempre piu' arampicati lassu', sulla sommità della torre dove vive la casta, dove vivono i Lorsignori, i Feudatari del 2000.  Lontano da tutto e da tutti; difficile aggiungere a qualcosa a quello che in queste ore i può leggere, ascoltare e vedere gironzolando per internet.

Il vomito impera sovrano, quella sensazione tipica della "Nausea" di Sartre. Un mio ex-collega mi suggerì di leggere "la Nausea" e di ascoltare Claudio Lolli contemporaneamente: evidentemente non gli ero molto simpatico, voleva spingermi al suicidio.

Ma il mondo è rotondo. Ha sempre girato e sempre girerà, a dispetto di noi e soprattutto a dispetto di Prodi&Berlusconi. Questo mi rincuora e rinfranca.

Ma un giorno qualcuno scriverà che "Berlusconi fu un grande statista e imprenditore" e questo mi sconforta. Eppure già oggi qualcuno stà facendo revisionismo impudico sulla figura del fuggiasco Craxi... lo so' come andrà a finire. 

Pessimismo: questo è il senso diffuso. Occasioni mancate: un'infinità, a partire dalla "fabbrica del programma" che ha solo consumato della carta e energia per nulla . E' talmente cocente la delusione che anche le parole di Veltroni suonano stonate, molto stonate. Praticamente irricevibili.

E allo stesso sono risibili le parole dei Fini e dei Casini, che' come sentono odor di poltrona... è un'attimo a salire sulla carrozza del (presunto) vincitore.

L'unico che, nei fatti prima ancora che nelle parole, ha ad oggi dimostrato di credere in qualcosa e di cercar di fare ciò in cui crede è DiPietro. Primo (e unico) ministro della repubblica italiana che attraverso il suo blog in questi mesi di governo ha sempre tenuto un contatto diretto con il pubblico tramite il suo sito e il suo blog. Ha presentato in video (mettendoci cioò la faccia) un resoconto settimanale dei consigli dei ministri. E questo lo ha fatto in tempi non sospetti, quando non c'era aria di elezioni, l'ha fatto per davvero. Per raccontare le sue ragioni, i suoi pensieri il suo modo di andare avanti. Passo per passo, problema per problema. Ottimo davvero. Se fossero tutti così... e poi come si può pensare ai grandi problemi se non si pensa in primo luogo alla legalità, alla coerenza, all'onestà nell'azione politica? E questi sono i suoi punti ideali, i suoi chiodi fissi, ma è il minimo che si deve chiedere ed ottenere in un paese, democratico o meno.

Qual è il senso e l'insegnamento che possiamo trarre da un ex-futuro presidente del consiglio, che viene prosciolto in tribunale perchè da presidente del Consigliosi è fatto una legge che cancella il reato? Cosa farò io domani sulla scorta di questo insegnamento? Cosa faranno gli altri, i miei colleghi, i miei vicini di casa, i miei amici, seguendo il suo limpido esempio?

Se c'è un principio che vale (anche e soprattutto nelle dittature!) è il principio della legalità. Deformata quanto si vuole ma che deve essere tale, fino in fondo. Altrimenti è anarchia, altrimenti sì che si arriva ai disvalori veri dell'antipolitica, allo sfascio del sistema.

 Chiudo con un pensierino della sera:

"Bondi, Cicchitto, Schifani, Tremonti: non vi sopporto piu'! sono stufo di sentirvi dire "gli italiani vogliono..:" 'cazzo ne sapete voi di cosa vogliono gli italiani? Ma va' a cagher.... "

 


GoboLinux

Software — Inviato da Paolo @ 19:26

L'avevo visto (per caso) un anno fa' su Internet e mi aveva da subito incuriosito. A partire dal nome "GoboLinux" e anche un po' dal "look" del sito (che da allora non è cambiato).

In realtà la curiosità è cresciuta giusto leggendo le prime righe: GoboLinux ha la struttura delle directories completamente rinnovata! Niente piu' /etc /usr /local /bin....! O meglio, almeno all'apparenza, perchè poi sotto sotto le vecchie directories ci sono tutte, ma non si vedono! 

Ma perchè farle sparire? Ormai ci siamo abituati! Verissimo, ma la novità non è tanto quella di avere nuove dirs come "Users", "System" e "Programs", quanto per il fatto che questa nuova struttura funziona anche come repository per tutto il software installato.

Un esempio semplice: se installo, supponiamo, Firefox, bene mi ritrovero' una nuova cartella "/Programs/Firefox/2.0.1" con dentro tutto quello che è stato installato.
Voglio rimuoverlo?  Basta fare  "rm -Rf  /Programs/Firefox/2.0.1"  e Firefox non c'è piu'.  Compresi i file di configurazione!
Voglio avere piu' versioni?  Le installo senza problemi,  perchè dentro a "/Program/Firefox" potranno coesistere n versioni, ciascuna nella sua cartella. E poi basta un comando, "SymlinkProgram" per cambiare la versione corrente (cioè quella attiva) da una all'altra. 

Insomma un vero spettacolo, come uno spettacolo sono i vari script usati per compilare correttamente i vari tipi di pacchetti software, e che permettono in modo veramente indolore di installare praticamente qualunque cosa su GoboLinux. Altro che Gentoo. Questo è quello che veramente mancava a mio avviso a Linux e, piu' in generale, a Unix.
Su Gobolinux basta fare un "ls" e si vede immediatamente  i pacchetti che abbiamo installato,  le varie versioni, lo spazio occupato da ciascuna, i suoi file di configurazione, le sue proprie variabili d'ambiente. 

E non è certo tutto qui, anche il sistema trova nuova vitalità, anzi nuova semplicità. Una bella directory "System" dove troviamo una cartella "Settings" (i file di configurazione del sistema) e una cartella "Boot" (gli script per lo startup).

Far partire un demone, o un servizio, non è mai stato così semplice e lineare.

Beh, fatti tutti questi complimenti... finalmente mi sono installato GoboLinux sul desktop (al posto di Windows XP) evvaiii!. 


Antispam...bloccatutto.

Software — Inviato da Paolo @ 15:12

Piu' per (sfiga) caso che per voglia mi sono imbattuto nella "policy antispam" di Yahoo. E ne sono rimasto profondamente scioccato.
Eppure proprio Yahoo, contro lo spam, si invento' il sistema di "firma" noto col nome di DomainKeys, da cui è poi nato il sistema "fratello" DKIM: entrambi si pongono come obiettivo la verifica delle mail (e non solo, volendo) tramite una chiave di cifratura la cui parte pubblica è inserita direttamente in un record TXT del DNS.
In ogni modo non voglio certo disquisire qui dell'utilità e dell'efficacia di tali strumenti e metodi, diciamo solo è certamente un mezzo valido per il check delle mail e quindi mi ero adoperato per poter generare correttamente mails "firmate" con lo standard DKIM (RFC 4871).
Tutto risolto quindi? assolutamente no.
Infatti, il sistema della firma è solo uno dei sistemi adottati (e per la verità da pochissimi) così come esistono molti altri metodi per verificare la "bontà" di una mail (dalla risposta dell'HELO sul server SMTP, al reverse DNS, alle BlackList).
In ogni modo, il mio caso è lampante (credo) almeno per gli addetti ai lavori.
Ho sempre avuto la pretesa di far funzionare il mio server SMTP sulla mia connessione ADSL, con IP dinamico. E qui si potrebbe aprire una discussione del "perchè-percome" infinita. Ma guardiamo direttamente ai risultati: ecco il report di

"The Port25 Solutions, Inc. team"


==========================================================
Summary of Results
==========================================================
SPF check:          pass
DomainKeys check:   neutral
DKIM check:         pass
Sender-ID check:    pass
SpamAssassin check: ham


Non male, mi sembra. I test effettuati sono tutti OK, il messaggio è anche correttamente "firmato" secondo standard DKIM
(non credo sia possibile avere contemporaneamente anche la "firma" DomainKeys, altrimenti avrei aggiunto anche quella!)

Ecco, dopo un bel risultato come questo scopro che comunque Yahoo rifiuta la connessione dal mio server SMTP, sulla base del Database di Spamhaus, e solo perchè il mio IP... non è statico! Pertanto tutte le garanzie offerte dai suddetti test (compreso la "firma" tanto sbandierata da Yahoo!) valgono meno che carta straccia... perchè sei su un IP dinamico e Spamhaus (ma chi sono costoro??? chi li ha elevati a giudici degli IP??) ha deciso che non "sei valido".

Bene, allora cambiamo strategia. In fondo basta cambiare un parametro in Postfix e usare l'SMTP del provider che mi offre connettività (nel mio caso NGI). Ma il risultato del test della mia mail diventa qualcosa del tipo:

==========================================================
Summary of Results
==========================================================
SPF check:          fail
DomainKeys check:   neutral
DKIM check:         pass
Sender-ID check:    fail
SpamAssassin check: ham


Ancora valida la firma DKIM, ma per il resto una tragedia. Tant'è che auto-spedendomi una email ad un mio vecchio indirizzo Yahoo, essa viene direttamente marcata come "SPAM" e messa nella spazzatura, dall'efficientissimo (??) signor Yahoo.

Lascio a voi le conclusioni, ma mi pare che di questo passo, non si possa andare molto lontano.
Troppa carne al fuoco, tentando di arginare lo SPAM, troppa gente che in modo "casareccio" si occupa di antispam mettendo in campo misure e prevenzioni che invece che curare le e-mail (come mezzo e "istituzione internet"), le distruggono definitivamente, con un'alta probabilità  di falsi positivi (tanto piu' alta quanti piu' filtri, spesso non richiesti, vengono messi in campo dal provider-protettore di turno).

I signori Yahoo hanno messo tante e tali misure sullo spam, che praticamente avere una casella di posta su Yahoo diventa inutile. Forse l'obiettivo loro è proprio quello di abbandonare il servizio di posta? o forse sono degli incompetenti... come incompetenti sono "i signori Spamhaus": Chi l'ha detto che tutto lo spam viene da indirizzi IP dinamici? Credo meno di quel che si pensi in fondo, non è una "condizione necessaria e sufficiente" per non essere riconoscibili in rete, anzi! serve altro che un IP dinamico (Ok, ok, sono arrabbiato e non ne faccio mistero).

Insomma, il problema non è quello di usare o meno la mia casella di Yahoo, quanto scoprire che tra me e gli amici che usano Yahoo (molte delle persone conosciute su yahoogroups negli anni scorsi, tanto per fare un esempio) non ci potranno essere piu' contatti: una nuovo, impenetrabile muro si è alzato che di botto e senza preavviso mi "taglia fuori" da una bella fetta di mondo.

Detto onestamente, non mi sento colpevole di alcunchè, ne' di essere in errore. Solo la sfiga di trovarmi dalla parte sbagliata del muro.

Grazie ancora a Spamhaus & Yahoo.


L'influenza che non finisce mai

General — Inviato da Paolo @ 00:28

Belle vacanze di Natale che ho passato. Quindici giorni di raffreddore, tosse forse febbre. Il tempo per pensare, e soprattutto per dormire.
Pazienza, ogni tanto nella vita capita. Bisogna essere sempre pronti a "sprecare" un po' del nostro tempo, per "questioni di forza maggiore"... come appunto l'influenza. E Pensare c'è chi (volere o volare) l'ha fatto e lo fa' per ragioni ben piu' gravi, purtroppo. 
In questo periodo non è che non ci fossero cose da scrivere o cose su cui ho avuto modo di riflettere, anzi! Fin troppe cose mi sono passate davanti.
Ma scrivere non è sempre bello. E' meglio leggere, meglio ascoltare.

Oggi ho passato il pomeriggio a gironzolare sui siti (strano!) delle trasmissioni RAI tipo Annozero, Ballarò e ho anche capito come funziona l'indirizzamento web delle trasmissioni RAI ( Sealed ). Già perchè ogni trasmissione ha un dominio di terzo livello ma... con il www davanti (bah!).

Ad ogni modo: http://www.annozero.rai.it http://www.report.rai.it http://www.ballaro.rai.it tanto per fare un esempio ( quelli che ho visitato oggi).

Ottimo che si possano vedere le loro trasmissioni on-line (annozero, con tutto l'archivio, report solo una selezione, ballarò solo le ultime puntate... ma ad ogni modo è meglio di niente).

Mi dispiace invece per il sito http://www.lastoriasiamonoi.rai.it. Lì i contributi completi proprio non ci sono, o sono solo parziali. Peccato, penso che sarebbero una delle serie televisive piu' interessanti.
Conoscere un po' la storia, specie la nostra storia piu' recente non farebbe assolutamente male, anzi! Ce ne sarebbe molto bisogno. Se non altro perchè la prossima volta che Grillo organizza un V-Day, tipo il 25 Aprile prossimo... non vengano fuori le solite interviste "sì sì. il 25 Aprile... la fine della I guerra mondiale" (!!!!) Come mi è capitato di ascoltare per l'8 settembre.

In ogni modo, un po' di storia farebbe bene, anche per capire che dall'esercizio della democrazia come da qualsiasi altra azione umana non ci si può aspettare la perfezione. Mai. Ma certamente c'è "imperfezione" e "imperfezione". L'imperfezione è assolutamente un segno distintivo dell'umanità, e la democrazia non fa' eccezione.
Ma qualcosa per renderla piu' "credibile" e meno "imperfetta" è sicuramente possibile fare. E i punti sono pochi e semplici, tra i quali i tre punti proposti da grillo l'8 Settembre al V-Day.

Aggiungo in sintesi tre enunciati che ritengo particolarmente utili per il "perfetto democratico" Surprised

  1. La legge elettorale la fanno gli elettori
  2. La legge è uguale per tutti
  3. La legge non perdona

Purtroppo in Italia nessuno di questi tre principi è considerato, solo il secondo è citato (a sproposito visto che poi ... ciascuno fa' un po' quello che vuole).

Buonanotte 


Caro Presidente

General — Inviato da Paolo @ 18:57

Dai dispacci di agenzia di oggi estraggo le parole del Presidente della Repubblica: 

"Perché non parlare delle gare che vince la nostra industria della Difesa o del fatto che i presidenti americani viaggeranno su elicotteri italiani o - continua Napolitano - delle altre gare che abbiamo vinto e del contributo che abbiamo dato all'ultima missione nello spazio con il nostro Nespoli"

Caro Presidente, 

con tutto il rispetto che voglio e devo verso la piu' alta delle Cariche Costituzionali, mi permetto di dissentire dal suo pensiero e dalle sue parole. 

Perchè, vede, purtroppo non bastano due elicotteri e qualche carro armato venduto agli Americani, e neanche uno (o forse anche tre, se non ricordo male) astronauti italiani andati in missione nello spazio per sfamare un popolo di oltre 56 milioni di persone.

Non basta certo vendere qualche Ferrari, o magari anche qualche Fiat. Purtroppo gli italiani sono troppi.

E' vero, c'è qualche realtà nell'industria, come nel commercio, nella scienza e nella ricerca (e meno male!) , che meritano il plauso del mondo intero. Ma non basta.

Non bastano queste "piccole eccellenze" per far grande un paese. E lei, dall'alto della sua esperienza, dall'alto della sua lunga militanza politica e partigiana, dovrebbe saperlo non bene, ma benissimo.

Sfortunatamente per decenni e decenni ci siamo raccontati tra di noi le frottole, ci siamo adagiati sulle teorie politiche di destra, di centro e di sinistra, senza capire che le teorie restano tali finchè non si mettono in pratica. E spesso le teorie non hanno pratica.
Certo che dispiace e ci feriscono le parole del giornalista del New York Times, siamo Italiani in fondo, orgogliosi di essere tali. Ma... "La verità offende" e anche in questo caso il detto popolare è particolarmente e tragicamente vero.

Come può del resto un italiano qualunque sia esso di destra, di centro, di sinistra credere ai politici, tutti i politici, che pensano sempre piu' in modo presuntuoso e arrogante al loro tornaconto, senza neanche nasconderlo troppo?

Può darsi che qualche magistrato possa sbagliare, possa avviare indagini che non portano poi a niente... Ma se non portano poi a niente, qual è la ragione di tanta veemenza e tracotanza nel ridurli al silenzio, nel marginalizzarli?
Sono convinto che la maggioranza degli italiani ha vissuto le vicende legate ai PM De  Magistris e Forleo come una perfetta e assoluta ammissione di colpa da parte degli inquisiti (ripeto: solo inquisiti, fino ad oggi almeno). E non ci sono parole che possano cambiare questa impressione che si è ben stampata negli animi degli italiani: a prescindere dalla verità dei fatti, il sistema politico si è difeso a suo modo, ha individuato nei magistrati un "nemico" da combattere, li ha ridotti al silenzio e all'impotenza.

E con questo i nostri politici hanno semplicemente e una volta di piu' dimostrato che in Italia non c'è rispetto alcuno delle regole "SOSTANZIALI" (e non quelle "FORMALI", fatti di commi e sottocommi di leggi dimenticate utili solo a chi si può permettere avvocati e consulenze, furbizie da Azzecagarbugli, come ci insegnava Manzoni).

Con il loro atteggiamento i politici non fanno altro che sfasciare giorno dopo giorno ogni convinzione e ogni credo in uno stato di diritto, che è invece uno dei fondamenti della nostra Costituzione.

Come fa' il ladro a punire il furto? Come faranno i politici di oggi a fare le cosiddette riforme del sistema tanto vociferate?
E' impossibile, come è impossibile che questo sistema politico possa in qualche modo risollevare l'economia del paese, a parte qualche ritocco di facciata, che non cambia nulla se non creare ulteriore confusione e malcontento.

Serve gente nuova, ma veramente nuova, gente pulita, ma veramente pulita, gente con voglia di fare, non voglia di arricchirsi. Gente capace, fuori dai soliti giri, dalle solite "mafiette" di palazzo. 

I giovani, che poi sono tutte le persone in età da lavoro (dai 20 ai 60 anni) hanno bisogno ancora di un futuro. Un futuro fatto di cose concrete non menzogne, non di furbizie, non di sole o vane parole e concetti astratti.

Beppe Grillo non è il mio Dio, ne' mi rappresenta ne' mi ha mai rappresentato in alcun modo, ne' mi rappresenterà mai, ne' io rappresenterò mai lui. Ma c'ha ragione da vendere, almeno fino a oggi. E questo è un fatto, un fatto concreto. E il giornalista del New York Times, sarà pure uno che vede un po' troppo le ombre e poco le luci, ma anche lui ha un sacco di ragioni, ottime ragioni, e la sua visione dell'Italia non fa' una grinza. E' piu' che perfetta. Anzi, a ben vedere, è stato fin benevolo, poteva scrivere di peggio, lo sappiamo e ne siamo coscienti tutti.

E, si fidi, glielo dice uno dei 56milioni di concittadini che in Italia "ci vivono", tutti i giorni, tutti i santi giorni che Dio manda su questa terra.

Cordialmente.


BSD Jails e consumi elettrici

Software — Inviato da Paolo @ 21:31

Torno sull'argomento del server BSD, giusto per dare qualche indicazione in piu'.

JAILS: 

Riguardo alla creazioni delle Jails in FreeBSD (che non sono altro che istanze virtuali all'interno della stessa macchina), una delle guide piu' semplici e complete l'ho trovata qui oltre che ovviamente il capitolo 15 dell'Handbook di FreeBSD.

Per l'uso quotidiano delle jails esistono poi diversi ports che permettono una gestione "semplificata" delle jails (dal farle partire allo stopparle) e per la loro amministrazione.

Molto comodo sicuramente il port "jailutils" che mette a disposizione diversi comandi: un subset essenziale ed efficace.

con le jails in particolare bisogna fare in modo che nessun daemone/applicativo faccia il bind all'indirizzo "0.0.0.0" ovvero sia connesso a tutte le interfacce di rete. Bisogna controllare con netstat che effettivamente tutti i server abbiano un preciso indirizzo di "bind", specie se si vogliono riutilizzare le stesse porte sulle diverse jails.
Per fare un esempio: il demone syslogd deve essere configurato aggiungendo una riga al file /etc/rc.conf come la seguente:

syslogd_flags="-b 10.0.0.1 -a 10.0.0.1"

in modo da indicare al syslogd di accettare connessioni e accettare logs SOLO dall'indirizzo IP 10.0.0.1 (ammesso che 10.0.0.1 sia l'indirizzo della nostra jail). In questo modo ogni jail potrà avere il suo demone syslogd indipendente dagli altri (lo stesso va' fatto anche sulla macchina "master"!)

Molto utile infine il comando mount_nullfs, se si vogliono "montare" delle directory (non è necessario che siano interi filesystem) tra una jail e l'altra.

CONSUMI:

Ho seguito un metodo semplice, cioè con tester ho tenuto sotto controllo l'alimentazione del server (lato 220V). I consumi complessivi (alimentatore + piastra madre + processore + 2 hard disks IDE + lettore CD-ROM) assorbe circa 31 mA. Levando il CD-ROM, l'assorbimento complessivo si attesta su 25 mA di media e facendo lo "spin-off" dei dischi si scende a 19 mA.Il consumo "apparente" è quindi di 0.31*220  = 68,2  Watt,  0.25*220 = 55 Watt, 0.19*220 = 41,8 Watt. Abbastanza poco, alla fine e circa uguale ad una macchina con un Pentium I MMX. (ma il processore VIA va' a 1,5 Ghz :-)
Ovviamente, in condizioni di uso normale il CD-ROM lo tengo staccato e il disco di Backup è in spinoff (eccetto durante l'operazione quotidiana di backup), per cui mi attesto su un consumo medio inferiore ai 50 Watt. 

NO AGLI SPRECHI:

Visto che il processore è abbastanza scarico (la media è intorno al 20%) mi sono iscritto al worldcommunitygrid così nei tempi morti il processore viene utilizzato per qualcosa di (speriamo!) utile per l'umanità. In particolare partecipo ai programmi di calcolo distribuito:

FightAIDS@HOME -  Discovering Dengue Drugs Together -  Help Conquer Cancer - Human Proteome Folding 2.

La partecipazione a questi programmi di calcolo, è un contributo (ancorchè gratuito) utile. Se tutti i possessori di PC partecipassero, certe ricerche potrebbero andare avanti ancora piu' spedite!

 

 Curiosità: L'evolvere delle temperature degli harddisks del server, lungo un intero anno

temperature di un anno degli harddisk

 


Compleanno del mio serverino FreeBSD

Software — Inviato da Paolo @ 22:31

Bene, vi dimostrerò quanto sono un affezionato di FreeBSD.  Ma, subito, un'immagine esplicativa del "compleanno" che vorrei festeggiare:

il  primo compleanno

Non male neh? E' accesso e "runnante" da oltre un anno, senza un riavvio. Molti processi sono datati "06Dic2006".

Non c'è che dire... sono contento. Cool 

La (breve)  storia.

Esattamente un anno fa', decisi che era tempo di sostituire il vecchio serverino che utilizzavo in casa, con qualcosa di un po' meglio di un vecchio Pentium 200 MMX con Windows NT.
Dal 2004 uso quotidianamente sul PC desktop "principale", il sistema operativo FreeBSD e quindi quando ho deciso di "rifare" il server non ho avuto dubbi sul fatto che vi avrei installato freebsd. Quasi troppo logico. 

Ho quindi acquistato una piastra madre mini-ITX (17 x 17 cm) con processore "saldato" VIA C7 a 1.5 Ghz "low voltage" (già, non mi piace troppo dover sprecare energia elettrica... soprattutto perchè mi pesa sul protafoglio).

Il serverino in questione ha come obiettivo la possibilità di offrirmiun po' di servizi (dal canonico server WEB, all'FTP, dal server di posta elettronica, al repository per i miei file sorgenti, dal server DNS al server MySQL... e via installando).

Ho quindi costruito (questa volta qualcosa di fisico!) con alcuni profilati di alluminio una sorta di case... beh insomma... non proprio un case. Avrei voluto fare un case, ma (per ora) mi sono fermato alla sola "ossatura" (alla fine una specie di castello cubico in cui trovano posto: la piastra madre, 2 hard disk IDE da 80Gb, 1 lettore CD e 1 alimentatore. L'oggetto è posizionato in garage, su una mensola adeguata, con vicino un gruppetto di continuità da 300 Watt (recuperato) e il router ADSL. In fondo un case tutto luccicante non è che serviva a molto.

Passando al software, ho cercato di fare un'installazione "pulita": partendo da un CD "minimale" di FreeBSD sono poi passato a scaricare e compilare un kernel (per quanto possibile ottimizzato per la macchina), a compilare il sistema e installare il tutto.

A questo punto, lasciato perdere l'ambiente grafico (che serve la grafica su un server?), ho invece pensato a come fare per gestire al meglio i vari server in modo da renderli "isolati" (o autonomi tra di loro) in modo che sia da un punto di vista di installazione e gestione sia da un punto di vista di sicurezza, le cose fossero impostate al meglio.

FreeBSD non mi ha certo deluso: con le sue "jails" mi ha permesso di avere ben 9 macchine FreeBSD virtuali su uno stesso PC (lasciatemi dire così, scusandomi per l'imprecisione... mi piace considerare le jail delle vere e proprie macchine virtuali, anche se non lo sono nel senso di WMWare, QEMU & company).

Ad ogni "jail" ho assegnato un compito specifico. Una fa' da DNS, l'altra da server MySQL, l'altra da server WEB (da cui esce il presente BLOG! Smile) . In piu', non contento di tutto questo, ci ho messo anche un'istanza di QEMU con Windows NT sopra (già... anche il vecchio NT alla fine torna utile) giusto perchè purtroppo avevo bisogno di ambiente Windows per alcuni applicativi.

Bene, questa panoramica del serverino direi che è abbastanza, giusto per festeggiarne il primo anno di vita (senza interruzioni).  Nei prossimi interventi, lo descriverò piu' in dettaglio.


Ecco il grande giorno

General — Inviato da Paolo @ 16:38

Ecco finalmente il grande giorno! Abbiamo la nostra traccia del giorno su GarageBand.com. 
Pubblico qui l'immagine della pagina... per i link al gruppo e alle canzoni è sufficiente guardare il post precedente Wink

Un minuto di silenzio... per Macchiu Picchiu!  Laughing

 

Ambiente Notte - Track of the day - Dicember 6, 2007


Sono orgoglioso

General — Inviato da Paolo @ 14:36

Beh, è da tempo ormai che la musica per me è ormai solo un "diletto". E tale voglio che rimanga. Pero' sono orgoglioso di annunciare che il 6 Dicembre prossimo, una canzone del mio gruppo "Ambiente Notte", dal titolo "Macchiu Picchiu" sarà la "Track of The Day" sul sito www.garageband.com. Yuppies! Laughing. Una piccolissima soddisfazione neh? O forse neache una soddisfazione, ma certamente fa' piacere.

Ecco il banner che esibisco qui "a mo' di medaglia", e a futura memoria. 

 

 Ah, però se siete curiosi riguardo al gruppo.. beh sul sito "GarageBand.com" di pezzi da ascoltare c'è n'è un CD pieno pieno.
 Basta andare qui sulla pagina degli Ambiente Notte.


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